Scoperta frode fiscale da dieci milioni Arrestato bassanese
Quattro ai domiciliari e undici indagati, tra i quali la moglie di chi gestiva il giro di fatture false. Sequestrate case e villa con piscina di evadere le imposte, frodare l'Iva e fare “nero” CAP. PIETRO DE ANGELIS
Una frode fiscale di circa 10 milioni di euro tramite l'emissione e l'utilizzo di fatture false, quattro persone sottoposte ad arresti domiciliari, undici indagati, ventisette perquisizioni in aziende e abitazioni, due appartamenti e una villa con piscina sequestrati per circa un milione di euro. E l'indagine non si è ancora conclusa. La Compagnia di Bassano della Guardia di finanza ai comandi del capitano Pietro De Angelis è tuttora impegnata in una vasta operazione coordinata dal sostituto procuratore Gianni Pipeschi che, oltre Al Bassanese, tocca Trevigiano, Padovano, Veronese, il Milanese e la capitale. Le Fiamme gialle hanno portato a galla un sistema di frode gestito, secondo gli investigatori, da Simone Girardi, 41 anni, di Romano, che opera nel settore immobiliare, ora ai domiciliari nella sua villa con piscina sottoposta a sequestro preventivo. L'indagine è iniziata lo scorso aprile. Nel suo ufficio di via Puccini a San Giuseppe, a nome Tecost srl, avvalendosi di tre società di comodo, Girardi avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti di cui beneficiavano in tanti, evadendo l'imposta sui redditi e andando indebitamente a credito con l'Iva. Tra essi due degli arrestati, Loretta Velo, 38 anni, di Caerano S. Marco, rappresentante legale della Velo che produce contenitori e macchinari per l'enologia (la frode in questo caso si aggira sui 4 milioni), e Marco Rossini, 39 anni, di Montebelluna, legale rappresentante della Cmr di Candelù. Ai domiciliari è finito pure Maurizio Pontarolo, 46 anni, contabile del Comune di Galliera, presunto rappresentante di una società tedesca che faceva rientrare in nero il denaro destinato alle aziende coinvolte. Oltre ad essi, destinatario di un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari è anche il cittadellese Marco Moretti, legale rappresentante della 2M con sede a Roma, in queste ore in viaggio all'estero. Le fatture false prodotte dalle società cartiere riguardavano prestazioni di servizi di varia natura, in realtà mai avvenute, ma puntualmente contabilizzate dalla aziende coinvolte. Singolare è stato il rinvenimento di fatture false emesse da un titolare di una azienda, deceduto mesi prima rispetto alla data trascritta sulla stessa documentazione fittizia. Nel corso dell'inchiesta, le Fiamme gialle hanno ricostruito i flussi finanziari che l'organizzazione, per dare una parvenza di legalità alle operazioni illecite, avrebbero movimentato su conti correnti nazionali ed esteri intestati a società cartiere, i cui amministratori/prestanome provvedevano a monetizzare, trattenendo una percentuale variabile, e restituendo il restante ammontare in contanti ai titolari delle aziende-clienti. Così facendo, questi ultimi si creavano “fondi neri” extra-bilancio.COPYRIGH
