Anche i morti emettevano fatture false

L'INCHIESTA. La scoperta della frode da 10 milioni di euro
19/02/2012
Proseguono le indagini delle Fiamme gialle del cap. Pietro De Angelis

Proseguono le indagini della Guardia di finanza della Compagnia di Bassano ai comandi del cap. Pietro De Angelis sulla frode da 10 milioni di euro diretta, stando ai riscontri investigativi da Simone Girardi, quarantunenne di Romano, ora agli arresti domiciliari come Marco Rossini, 39enne di Montebelluna, titolare della Cmr Industry di Candelù, Loretta Velo, 38 anni, di Caerano San Marco, legale rappresentante della Velo spa di Altivole, Maurizio Pontarolo, 46 anni, commercialista, revisore dei conti del Comune di Galliera e in precedenza revisore di Veneto Innovazione, a suo tempo partecipata dalla Regione, candidato nel 2007 dall'attuale assessore regionale Maurizio Conte al comitato consultivo della sezione autonoma del Veneto della Finest spa per la cooperazione economica con i Paesi dell'Est europeo. Il quinto destinatario dell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è Marco Moretti, 40 anni, di Cittadella, legale rappresentante delle 2M di Roma, attualmente all'estero in vacanza, con la famiglia, pare in Kenya. Per Girardi l'accusa è di emissione di fatture per operazioni inesistenti dal suo ufficio di via Puccini a S. Giuseppedi Cassola intestato alla Tecost srl. Per gli altri l'ipotesi di reato è quella di utilizzo delle fatture fittizie. L'udienza di convalida è fissata per giovedì. I denunciati a piede libero al momento sono sei, due del Trevigiano, tre del Vicentino e una del bassanese, la moglie di Girardi. Sono stati quasi un centinaio i militari delle Fiamme gialle coinvolti nel maxi blitz coordinato dalla Procura di Bassano (pm Gianni Pipeschi) e diretto dalla Compagnia della Guardia di finanza di via Maello, fra Veneto, Lazio e Lombardia. L'operazione è scattata all'alba di venerdì con poco meno di trenta perquisizioni in aziende e abitazioni. Il sistema delle cosiddette “cartiere”, le società esistenti solo sulla carta e rette da prestanomi per far circolare e far fruttare le fatture fittizie deve aver preso la mano a quanti utilizzavano il sistema per raggirare l'Erario e creare fondi neri. Nella documentazione sequestrata dalle Fiamme gialle, infatti, compaiono pure fatture emesse addirittura da persone decedute alcuni mesi prima della data riportata sul documento. Secondo le Fiamme gialle la frode avrebbe dimensioni assai più rilevanti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Carlo Barbieri