«L'allontanamento deciso assieme alla famiglia di lei»

SESSO A SCUOLA. L'assessore Martini e la sospensione della ragazza
21/02/2012
L'istituto Einaudi in una foto d'archivio

L'episodio dei due quindicenni scoperti a fare sesso nel bagno dell'istituto tecnico Einaudi continua a far discutere e a suscitare prese di posizione. Più che il fatto in sè, però, alla base degli interventi c'è la disparità di trattamento tra lui e lei nella punizione inflitta dalla scuola. Sul caso torna anche l'assessore provinciale all'istruzione Morena Martini. «Se un preside decide di adottare una linea di condotta così esemplare - dichiara facendo capire di sapere più di quanto è trapelato dalle cronache - ha sicuramente dei buoni motivi. L'allontanamento della ragazza da scuola è stato concordato con le famiglie. Perché la punizione è stata accettata dalla studentessa e dai suoi genitori. Semplicemente perché non si riferiva al singolo episodio ma aveva anche altre motivazioni». Sulla questione interviene anche la Rete degli studenti medi del Veneto. «Apprendiamo con sconcerto - scrivono i portavoce - quanto deciso dal preside dell'istituto tecnico Einaudi di Bassano dove un ragazzo e una ragazza quindicenni sono stati sorpresi a fare sesso orale nel bagno dei maschi. Anzitutto non possiamo che contestare il provvedimento. Non è possibile accettare una simile disparità di trattamento e attendiamo chiarimenti su questo aspetto della vicenda». «Riteniamo - proseguono gli studenti - che l'episodio non debba ritenersi concluso con la punizione. Esso infatti deve muovere a una profonda riflessione sul tema della sessualità, ancora tabù nella “progredita” società odierna. Contro questi comportamenti scorretti la risposta non può essere la repressione, bensì un'intelligente prevenzione fatta di progetti scolastici, di supporto psicologico, di adeguata informazione. La società dovrebbe lasciarsi alle spalle l'ipocrita condanna del sesso, nel momento in cui in televisione passano solo donne nude. Bisogna passare a una nuova e più consapevole emancipazione dei corpi, soprattutto di quello femminile». Neppure ieri, intanto, è stato possibile parlare col preside dell'Einaudi, Giovanni Pone, il solo che potrebbe a questo punto spiegare l'accaduto e, probabilmente, smorzare ogni polemica.