«Lavoratori esasperati La protesta si inasprirà»
«Alla fine, quando la gente si abituerà a fare la spesa di domenica, succederà che si spalmerà semplicemente su più giorni. Non è che così si mangi di più. Credo che più che per ragioni economiche, i centri commerciali insistano ad aprire per questioni ideologiche». Roberto Frizzo, della segreteria Uiltucs, commenta così il muro contro muro tra grande distribuzione e lavoratori (associazioni di categoria comprese) che ha portato ieri allo sciopero delle commesse. E lo fa durante il secondo presidio domenicale che questa volta ha visto i tre sindacati del commercio davanti al Palladio (domenica scorsa era toccato all'Auchan). Assieme ai loro iscritti, anche Umberto Marin, Grazia Chisin ed Enrico De Peron, segretari provinciali rispettivamente di Ficams Cgil, Uiltucs e Isascat Cisl. «Stamattina - continua Rizzo - diversi lavoratori si sono fermati fuori, mentre i precari sono stati costretti a entrare». E i clienti? «Molti sono venuti a parlare con noi, manifestando vicinanza. Alcuni - pochi - sono anche andati via. Molti vedono l'apertura domenicale come un momento di divertimento, non sanno che dietro ci sono la fatica e il dolore di chi lavora. Ci sono tanti anziani che vengono a fare il giro e prendere il giornale e il caffè al chiuso prima di andare a messa, ma non è spesa. Carrelli non ne abbiamo visti molti». E non si vedono effetti benefici sull'occupazione. «Per ora non abbiamo avuto nessuna richiesta di trattativa sindacale per assumere commesse per le aperture domenicali». Per quanto riguarda il futuro Rizzo spiega che «noi andiamo avanti, non so quando sarà il punto di rottura, ma da settimane questi lavoratori non stanno a casa la domenica. E gestire una protesta allora non sarà facile. A Vicenza non c'è mai stato questo muro contro muro. Abbiamo incontrato l'assessore al commercio Tommaso Ruggeri, ora bisogna arrivare a premere su Regione e Stato per trovare una mediazione.M.E.B.
