Gli aumenti della sanità scatenano la polemica
Il ticket per l'ambulanza, il pagamento del codice bianco. Il caos continua in pronto soccorso. E ad alzare la voce questa volta sono sono Cgil, Cisl e Uil; i sindacati in una nota unitaria esprimono la propria preoccupazione e rilanciano chiedendo un potenziamento dei servizi territoriali e la compartecipazione definita attraverso l'Isee. «Purtroppo - affermano - i timori che i tagli al fondo sanitario nazionale attuati con le manovre estive 2011 si potessero trasformare in ticket e compartecipazioni varie, è diventata purtroppo una realtà. Dopo il superticket di 10 euro su analisi e prestazioni specialistiche la Regione Veneto si è ora inventata ulteriori balzelli sul pronto soccorso». Le organizzazioni sindacali passano quindi alla rassegna delle diverse novità a pagamento introdotte ultimamente. «I pazienti dimessi e classificati “Codice Bianco" sono assoggettati al pagamento di una quota fissa di 25 euro più il ticket sulle prestazioni erogate a meno che: “non siano minori di anni 14, esenti per reddito, infortunati sul lavoro"». Si passa poi all'ultima novità: «L'intervento dell'ambulanza non è a carico del paziente (al costo di 150 euro) solo nel caso in cui siano rispettate tutte le seguenti condizioni: impossibilità del trasporto con altri mezzi; successivo ricovero o osservazione; condizioni complessive di emergenza». Da qui le richieste: «Per evitare accessi impropri al pronto soccorso - fanno sapere - è necessario potenziare i servizi territoriali ampliando, prima di tutto, gli orari di apertura degli ambulatori dei medici di medicina generale». E ancora: «La compartecipazione va sempre definita attraverso l'utilizzo dello strumento dell'Isee. Alla Regione Veneto inviamo una fermo invito a rivedere questi provvedimenti anche perché pesano di più sulle fasce più esposte della popolazione e non necessariamente quelle più povere». Infine un appello alle amministrazioni: «Alle forze politiche, ai sindaci, ai direttori generali delle Ulss chiediamo di farsi portavoce di questa richiesta al fine di garantire il mantenimento qualitativo dei servizi sanitari di cui siamo sempre andati fieri». © RIPRODUZIONE RISERVATA
