Coppie di fatto e diritti Divisi sull'idea di famiglia

POLITICA & SOCIETÀ. Il comitato Dir.Vi chiede il rilascio del certificato
Peroni (Pd): «Più tutele ai giovani che convivono» Lovat (Progetto Veneto): «Basta che si sposino»
22/02/2012
Partiti e società si dividono sul tema dei diritti delle coppie di fatto

La proposta del comitato Dir.Vi di istituire l'attestazione di famiglia anagrafica per le coppie di fatto continua a far discutere. Dopo la bocciatura di Davide Lovat, di Progetto Veneto, e l'annuncio di «opposizione totale» da parte di Francesco Rucco, consigliere comunale del Pdl secondo il quale «la famiglia è una sola», interviene di nuovo Enrico Peroni, segretario del Pd cittadino che del comitato Dir.Vi fa parte. «Una coppia di trentenni non sposati, magari con un figlio, sono una famiglia? Per noi sí - afferma -. Nella società reale tra le giovani generazioni sono di piú le coppie di fatto che le coppie sposate. Le analisi sociologiche dimostrano come l'atto fondativo di una famiglia eterosessuale sia, oggi, la nascita di un figlio molto piú che il matrimonio. È doveroso che la politica si adegui all'evoluzione della società, offrendo tutele a chi non ne ha». In attesa di «una legge nazionale, l'attestazione di famiglia anagrafica permetterà a una coppia di non sposati di 30 anni con un figlio di avere gli stessi diritti di una coppia di sposati con un figlio per l'accesso, ad esempio, alle case popolari». «Se il punto sono le coppie eterosessuali basta che si sposino», controrilancia Lovat, sottontendendo che il tema riguarda anche le coppie omosessuali. «La famiglia è la società naturale fondata sul matrimonio, unione tra uomo e donna». E aggiunge: «Ciascuno può avere la vita affettiva e sessuale che vuole, purché non leda diritti altrui, ma non sono cose rilevanti per lo Stato». E ancora: «In un momento di risorse scarse, riconoscere le prerogative della famiglia alle coppie di fatto vuol dire togliere risorse alle famiglie intese dalla Costituzione. Progetto Veneto propone l'opposto: più risorse alle famiglie». Sul tema interviene anche Federico Ginato, segretario provinciale del Pd: «Sono d'accordo con il sindaco Variati: sì all'estensione dei diritti se non toccano quelli di altre persone e purché questo non sia il grimaldello per rimettere in discussione altre regole come quelle sulle adozioni: credo che un bambino abbia bisogno di un padre e di una madre».M.SC.