L'Abi: le banche dipendono dalle risorse della Bce

CRISI. E c'è attesa per l'intervento di Visco oggi a Parma per il Forex
18/02/2012

Un anno fa a Verona Mario Draghi, presidente della Bce ma allora governatore della Banca d'Italia il messaggio di rafforzare il capitale. Oggi c'è attesa per quello che dirà Vincenzo Visco, successore di Draghi alla banca d'Italia al convegno degli operatori finanziari Assiom Forex. Ma intanto crisi e innalzamento dello spread erodono il tradizionale zoccolo duro del risparmio su cui si basavano le banche italiane che dipendono sempre più dai nuovi flussi dalle risorse della Bce. Le banche italiane rallentano la crescita dei finanziamenti a famiglie e imprese che restano comunque positivi e annunciano presto una nuova moratoria sui debiti delle aziende. Giuseppe Mussari presidente dell'Abi, Associazione bancaria italiana, invita a mutare il clima di ostilità e di provvedimenti sfavorevoli verso le banche che «finora non sono costate un euro» alle casse pubbliche mentre gli istituti di credito, come segno di fiducia verso l'Italia, hanno aumentato gli acquisti di titoli di stato anche nel secondo semestre 2011. Dai dati del rapporto mensile dell'Abi emerge che le banche italiane, che tradizionalmente hanno potuto contare su solidi flussi di risparmio del retail (depositi e obbligazioni), hanno visto crescere in maniera rilevante la dipendenza dalle risorse della Bce che hanno rappresentato il 70% del totale (160 miliardi). Prosegue la frenata dei finanziamenti bancari a imprese e famiglie che in Italia restano tuttavia superiori alla media Ue. Secondo i dati riferiti a gennaio i prestiti a famiglie e imprese non finanziarie sono stati 1.513 miliardi di euro a fronte dei 1512 di dicembre e dei 1.488 di gennaio 2011 (+1,64%). Per i mutui i dati di dicembre vedono un +5,2%. I tassi salgono al 4,23% con quelli dei mutui, sempre più fissi al 4,15%. E sulle Borse europee si riflette l'ottimismo sulla Grecia con generali rialzi; immobile Wall Street, alla vigilia di un ponte festivo che si protrarrà fino a lunedì per il President Day. A parte la cautela di Londra e Zurigo (+0,3% entrambe) Atene ha segnato +5; Francoforte (+1,4), Parigi (+1,3) e Milano (+1%).