Visco: l'Eba ha sbagliato ma le banche si rinforzino
In vista delle assemblee monito agli istituti a tenere conto delle necessità del capitale per le retribuzioni e i dividendi
PARMA La strada compiuta è stata lunga, gli sforzi grandi, ma un nuovo, ragionevole, irrobustimento del capitale è «alla portata del sistema bancario italiano». La Banca d'Italia continua a spronare il sistema italiano a rafforzarsi e riconosce alcune storture dell'esercizio Eba, Autorità bancaria europea, viziato dalla mancanza del lancio dell'Efsf, Fondo europeo di stabilità finanziaria, e delle garanzie statali e aiuterà a colmare alcuni svantaggi contabili rispetto ai rivali stranieri. Bankitalia avvisa le banche a tener conto delle necessità di capitale nelle decisioni su retribuzioni dei manager e dividendi. Dopo l'esortazione al rafforzamento al Forex di Verona fatta da Mario Draghi, il suo successore Ignazio Visco nella riunione a Parma riconosce la solidità del comparto e gli sforzi fatti per raccogliere, negli ultimi anni, mezzi freschi per quasi 20 miliardi di euro. Nella sua prima uscita pubblica al convegno degli operatori finanziari riuniti nell'Assiom-Forex, Visco e gli altri componenti del direttorio (Fabrizio Saccomanni, Anna Maria Tarantola. Salvatore Rossi e Giovanni Carosio) incontrano e discutono con i banchieri in platea e nel tradizionale pranzo i rischi e i timori del settore, stretto fra costi elevati della raccolta, recessione, proteste delle imprese e richieste di maggior capitale. Gli utili sono modesti, le prospettive per l'anno in corso non sono favorevoli, situazione che andrà considerata nei nuovi piani industriali in elaborazione, Il governatore riconosce la validità di alcune lamentele sull'esercizio Eba che ha penalizzato le banche italiane e il cui giudizio sui piani presentati resta sospeso. Unicredit ha fatto il tutto esaurito all'aumento di capitale da 7,5 miliardi ma Mps, Ubi e Banco Popolare, che hanno messo a punto misure per rafforzarlo senza prevedere il ricorso al mercato, sono in attesa del via libera o delle contestazioni da parte dei collegi di supervisione e del consiglio Ue di aprile. La sequenza dell'esercizio Eba era sbagliata, ammette Visco, che promette di lavorare per ridurre le differenze nel calcolo delle attività ponderate per il rischio fra i diversi ordinamenti e che, allo stato attuale, penalizza le nostre banche verso le rivali straniere. Ma la Banca d'Italia ammonisce: le decisioni su quanti dividendi distribuire e quali bonus e retribuzioni assegnare ai manager dovranno essere subordinati al rafforzamento del capitale. Bankitalia darà indicazioni. I banchieri sui bonus si dicono d'accordo: Victor Massiah, Ubi, ricorda di non aver preso un euro di bonus in quattro anni mentre Enrico Tommaso Cucchiani, Intesa Sanpaolo, ricorda che il gruppo è allineato alla situazione attuale e ha «un blocco delle retribuzioni e un contributo volontario del 4% per i manager» con gli stipendi maggiori. Ma c'è da lavorare anche sulla governance che in alcuni gruppi appare troppo complessa e costosa.
