Passera: «Emergenza sul credito alle imprese»

CRISI. Il ministro dell'Economia ribadisce la denuncia fatta dal governatore della Banca d'Italia
Rimangono ancora divergenze tra Abi e Confindustria sul rinnovo della moratoria del debito per le aziende
22/02/2012
Corrado Passera, ministro dell'Economia

ROMA Ancora divergenze fra Abi e Confindustria sulla moratoria per i debiti mentre c'è fronte comune per alleggerire le banche dei limiti imposti sul capitale quando erogano crediti alle pmi. Abi e Confindustria provano a trovare soluzioni alla stretta denunciata da Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia e che Corrado passera, ministro dello Sviluppo definisce «emergenza credito». Da Passera si sono incontrati Giuseppe Mussari, presidente Abi e quello di Confindustria Pmi, Vincenzo Boccia. Qualche giorno fa Mussari aveva ribadito che aziende e banche sono «sulla stessa barca» e che sebbene il credito diminuisca (Visco ha parlato di -20 miliardi a dicembre) resta in lieve aumento. Il credito sopporta inoltre un aumento di sofferenze a causa delle difficoltà delle aziende. Solo a marzo si capirà se la liquidità che la Bce ha erogato nelle operazioni di dicembre e nella prossima di febbraio, dopo l'effetto sui mercati dei capitali, transiterà all'economia reale. Al momento, segnala S&P's in un rapporto, in Europa le misure Bce hanno ridotto i rischi sul funding delle banche, ma la liquidità non si è ancora trasmessa all'economia reale. Anche per questo le parti in Italia stanno discutendo la moratoria dei debiti alle aziende, ma una soluzione definitiva ancora non c'è. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha annunciato che potrebbe essere firmata domani ma in serata fonti Abi hanno frenato, spiegando come non sia stata fissata la data della firma «né confermate le condizioni di eventuale accordo». Per Boccia «un'impresa che ha già partecipato alla passata misura potrà accedere ora solo per un altro prestito» e le attese sono per adesioni da 65 miliardi, sullo stesso livello di quelle 2008-2009. Ma banche e imprese che chiedono agli istituti «maggiore elasticità nella concessione di finanziamenti» cercano di fare fronte comune nell'attenuazione dell'impatto dei criteri di Basilea3 e delle norme Eba sui finanziamenti alle pmi che assorbono per le banche una quantità di capitale di vigilanza definita eccessiva. E le banche reagiscono riducendo i finanziamenti alle pmi. Confindustria chiede di «riservare un trattamento prudenziale meno stringente per le pmi, supportando la proposta dell'Abi che prevede l'introduzione di un moltiplicatore detto Pmi Supporting Factor da applicare all'ammontare destinato a riserva». La Banca d'Italia ritiene che Basilea3 consenta già agevolazioni alle pmi. Le banche che adottano l'approccio del rating interno per valutare i crediti (sistema che deve essere validato dall'istituto centrale), se prestano ad aziende solide e in procinto di crescere, possono ponderare i prestiti a un coefficiente più basso (con conseguente minor accantonamento prudenziale). In questo modo si avrà minore copertura patrimoniale e i prestiti potranno essere concessi a tassi relativamente contenuti.