Consob e Isvap insieme ascoltano Arpe su Fonsai

ASSICURAZIONI. Per la prima volta le Authority in audizione congiunta
22/02/2012

MILANO Dopo Palladio, Fonsai e Unipol, in Consob è il turno di Matteo Arpe della Sator, sentito negli uffici della Commissione, alla presenza anche dei tecnici dell'Isvap. L'audizione congiunta rappresenta una prima assoluta per le due authority, a dimostrazione dell'importanza della vicenda, oltre che della sensibilità dei vigilanti a procedere in tempi rapidi. Ciascuna autorità dovrebbe approfondire con Arpe gli aspetti di propria competenza, con la Commissione maggiormente interessata dunque all'aspetto che riguarda l'operazione sul mercato e la sua trasparenza. La vigilanza delle assicurazioni dovrebbe invece cercar di capire quali sono le intenzioni e i programmi a breve e a lungo termine di Sator e la natura del suo patto «di consultazione» con Palladio Finanziaria (la società di Arpe ha il 3% di Fonsai, Palladio il 5%). Sulla base di queste valutazioni, tra l'altro, i due pattisti potranno poi valutare ulteriori mosse: per superare il 10% del capitale di una compagnia assicurativa è necessario infatti il via libera Isvap, ma non è già scontato che l'autorità non consideri 'concertatì i due investimenti. Proprio in Consob, tra l'altro, Unipol era passata ieri al 'contrattaccò dopo la manovra a sorpresa di Arpe e Palladio, presentando un esposto sull'andamento del titolo, oltre al determinante quesito sull'obbligo o meno di un'Opa legato al riassetto. Il titolo Fonsai registra intanto una battuta d'arresto e segna un tonfo del 6,43%, con volumi in netto calo e a 7,7 milioni trattati, dopo la frenata già venerdì e lunedì negli scambi sotto i 10 milioni di pezzi: Tra il 2 e il 16 febbraio e per 11 sedute consecutive la media degli scambi è stata invece vorticosa e in media più del doppio dei volumi di oggi. È inevitabile chiedersi, quindi, se le mani forti presenti sul titolo abbiano raggiunto il proprio obiettivo. Si sgonfia anche la Milano, in calo dell'1,89%, dopo il rally della vigilia sull'appeal speculativo che per il mercato era legato alle ipotesi di un flop del piano Unipol (-2,31%).