Tra banche e imprese rapporto in crisi

CONFINDUSTRIA. I risultati di un'indagine sui primi due mesi del 2012
L'accesso al credito per le aziende vicentine è un problema che non si risolve: solamente il 26% ha recentemente stipulato nuovi mutui
22/02/2012
Luciano Vescovi

Per le imprese vicentine è emergenza-credito. L'accesso ai finanziamenti bancari è infatti sempre più problematico. A rivelarlo è un sondaggio di Confindustria Vicenza realizzato tra circa cento aziende in questi due primi mesi dell'anno. Secondo l'analisi, il 28% degli imprenditori intervistati ha dichiarato una riduzione degli affidamenti in essere rispetto all'anno scorso. Per il 46% i fidi sono rimasti invariati, mentre il 16% ha richiesto, e ottenuto, un aumento. Solo il 26% delle imprese ha stipulato recentemente nuovi mutui: metà per investimento e il resto per garantire liquidità alle proprie aziende, con uno spread medio applicato del 3,4% con un tasso massimo che in alcuni casi ha toccato anche il 7%. Il panorama che emerge mostra quindi un nuovo peggioramento complessivo di una situazione già comunque difficile. «I segnali e le informazioni che ci sono arrivate da molti associati non sono positivi e alimentano ulteriori preoccupazioni per una condizione che rischia di diventare insostenibile per diverse aziende - spiega Luciano Vescovi, vice presidente di Confindustria Vicenza con delega alla finanza - Tra gennaio e febbraio è aumentata, per esempio, la percentuale delle imprese che segnalano minori fidi. Siamo arrivati a un dato superiore a quello registrato nel 2008». Ovvero quando la crisi economica aveva cominciato ad attanagliare l'economia in maniera più aggressiva. E allora il vicepresidente degli industriali vicentini prova a indicare la strada che si dovrebbe seguire per cercare di uscire dall'impasse: «È necessario che la nuova emissione di liquidità da parte della Banca centrale europea sia, almeno in parte, girata alle aziende così da arrivare sul territorio dando ossigeno alla produzione. Questa situazione a medio termine, infatti, è difficilmente sostenibile. Gli oneri finanziari sono troppo alti e finiscono per mangiarsi i margini». Ma nel sondaggio degli industriali emerge anche un altro aspetto: il sempre più difficile rapporto tra banche e imprese. «Per il 43% delle società, in questi due mesi, la qualità del rapporto con gli istituti di credito con cui si lavora è peggiorata - conferma Luciano Vescovi - mentre per il 45% il "clima" è rimasto invariato. Nessuna però delle circa cento aziende intervistate ha dichiarato un miglioramento. C'è da segnalare anche un problema legato alla modifica unilaterale delle condizioni contrattuali bancarie». Il 30% degli imprenditori denuncia la mancata osservanza del termine minimo di preavviso (fissato in 60 giorni) a cui le banche dovrebbero attenersi perché la variazione da loro imposta sia efficace. «Abbiamo già segnalato, informalmente, il problema alla Banca d'Italia e agli stessi istituti di credito con cui ci rapportiamo - conclude il vice presidente di Confindustria Vicenza - confidiamo ora in un intervento risolutivo da parte delle istituzioni alle quali ci siamo rivolti». Intanto, proprio sul tema del credito, è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, ieri, durante un suo intervento al convegno di Federmeccanica: «Quello del credito è un aspetto molto importante, anzi, è una vera e propria emergenza per il nostro Paese e dobbiamo essere tutti impegnati sul fronte. Insieme dobbiamo riuscire a rendere meno costoso il credito e questo passa anche dalla riduzione dello spread». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini