Sceicco porta Vicenza nel cuore d'Arabia

IL PERSONAGGIO. L’idea commerciale è nata dall’incontro tra il rappresentante della casa reale saudita e Giuseppe Forlanelli, presidente della fondazione Mitteleuropa. Abdul Mohsen oggi in città per annunciare il progetto Casaitalia: 30 “città” all’insegna di Palladio e anche dei prodotti berici
17/07/2010
Il progetto Casaitalia prevede la realizzazione di trenta città-mercato progettate dall’architetto thienese Gino Carollo e ispirate allo stile di Palladio

Vicenza. Un progetto da mille e una notte nella ricca terra degli sceicchi, delle principesse e delle favole.
Ma questa non è una fiaba, è una realtà che parte dal nostro Nordest e da un incontro. Quello tra un imprenditore friulano dalle mille risorse e uno sceicco ricco e importante. Il rapporto tra Giuseppe Forlanelli, presidente dalla Fondazione Mitteleuropa e lo sceicco Abdul Mohsen Bin Abdulaziz Al-Hokair, a capo di una delle più innovative e sviluppate holding arabe del turismo, è consolidato da anni. E ha portato frutti. In Arabia Saudita sta per nascere Casaitalia, con cuore pulsante Vicenza e nel Nordest.
Riduttivo definirlo un centro commerciale, sbrigativo chiamarlo contenitore, poco esaustivo parlare di semplice luogo. Nel patinato bilingue arabo-italiano è stato battezzato come «il più grande progetto del Made in Italy in Arabia Saudita». Il prospetto è una casa palladiana di 11 mila metri quadrati, costruita su un'area che è più del doppio, piazza interna, logge, vetrate. La firma tanto per cominciare è di un vicentino, l'architetto thienese Gino Carollo, a cui era stata affidata una missione: trasmettere attraverso un'esperienza emozionale la conoscenza e il significato più profondo dei valori del made in Italy in cui sono compresi stile, qualità, creatività, manualità. Di queste enormi città-mercato dall'inconfondibile stile italiano ne verranno costruite trenta, la prima sarà inaugurata entro fine anno nella capitale Riyadh, altre 11 saranno realizzate nel 2011.
Fin da subito si capirà di che pasta sono fatte: oltre appunto alla loro progettazione, anche la tecnologia e la qualità di costruzione, dal mattone fino alla placca della luce, saranno di impronta italiana. Chi entrerà in Casaitalia dovrà capire in un lampo dove si trova, anche solo per la raffinatezza e la particolarità della costruzione. Poi basterà guardarsi intorno: verranno commercializzati 140 prodotti, dal cibo, all'arredamento, dalle ceramiche, all'ambiente. Oltre ad ospitare uno spazio per educare alla costruzione all'italiana.
Il veicolo-chiave in ogni caso sarà il "food", il prodotto alimentare, perchè noi italiani su questo, come su tante altre cose siamo insuperabili. E in questo caso un'altra azienda vicentina, la Rigoni di Asiago, leader delle marmellate, del miele e di altri prodotti biologici, avrà il delicato compito di coordinare la scelta dei prodotti alimentari di qualità da portare in Arabia Saudita. E tutto deve risultare perfetto.
Basti pensare che un'altra azienda importante del Nordest come la Electrolux, ha ideato un nuovo macchinario in grado di ibernare il cibo in vista del viaggio verso l'Arabia. Dove peraltro si stanno attrezzando con la qualificazione di 600 cuochi.
I numeri nel Paese delle Mille e una Notte in fondo sono una formalità. Lo sceicco Abdul Mohsen, tanto per capirci, imparentato stretto con il re, ha investimenti ovunque (pure una quota di Unicredit) e nel progetto ci metterà un miliardo e mezzo di euro.
Dettagli per uno che ha portato per la prima volta gli autoscontri in Arabia Saudita 10 anni fa, quando un giretto (all'epoca) costava 15 volte più che da noi. Uno che è stato chiaro fin da subito: Casaitalia dovrà contenere il meglio del Made in Italy, the best, dalla testa al prodotto finito. E ha messo una croce sul fashion, la moda. Lui sa per esempio che l'abbigliamento, nostro cavallo di battaglia, molto spesso pur essendo pensato e ideato in Italia viene fatto realizzare all'estero per contenere i costi della manodopera.
Casaitalia è destinata alla classe alta della popolazione araba, che nel Paese asiatico rappresenta la maggioranza. Per essere più chiari il target di riferimento sono le donne arabe. Spesso volutamente nell'ombra, per essere poi loro a tutti gli effetti ad avere lo scettro delle decisioni negli acquisti. Si accomoderanno sui divani made in Italy, curioseranno nelle nostre cucine, si accosteranno ai nostri gusti e prodotti. Sfoglieranno i cataloghi e metteranno la crocetta. I mariti passeranno a firmare gli assegni. In Arabia funziona così, e gli italiani si adegueranno con piacere.
I dettagli del progetto saranno illustrati oggi nella sede di Trend Group di Vicenza (altro partner dell'iniziativa) con il padrone di casa Pino Bisazza, Giuseppe Forlanelli e l'attesissimo sceicco saudita.

Roberta Bassan