Sentinelle elettroniche anti-piena

DOPO L'ALLUVIONE. Al via libera all'installazione di un circuito di sirene segue la creazione di una efficace rete di misurazione dei livelli dei fiumi. Un progetto da 250 mila euro che mette insieme Comune, Arpav e commissario per l'emergenza Saranno installate 4 nuove stazioni idrometriche
06/06/2011

 Operazioni di salvataggio in via IV Novembre la mattina di Ognissanti

Sentinelle elettroniche sui fiumi per giocare d'anticipo. La lezione dell'alluvione di Ognissanti passa anche attraverso la dotazione di strumenti che consentano di monitorare l'andamento dei livelli di Bacchiglione e Retrone. Si chiamano idrometri. Anche Vicenza sta per dotarsi di una moderna rete di misurazione del livello dei fiumi. Se il rischio esondazione si combatte con la creazione dei maxi bacini idrici a monte e a valle, gli idrometri possono segnalare l'arrivo dell'onda anomala per tempo, consentendo a chi vive e lavora accanto ai fiumi di mettersi in salvo.
IL PROGETTO. L'assessore all'ambiente Antonio Dalla Pozza ha presentato in giunta nei giorni scorsi una relazione che prelude alla firma di un protocollo d'intesa tra il Comune, l'Arpav e il commissario per l'alluvione, il governatore Luca Zaia. Il costo dell'operazione sarà di 250 mila euro. L'obiettivo è dare vita anche in città al meccanismo virtuoso testato con efficacia sul Tesina a Torri di Quartesolo. Verranno quindi installate quattro nuove stazioni idrometriche - anticipa Dalla Pozza - tre sul bacino del Bacchiglione e una sul bacino del Retrone. Saranno complete di misuratore di portata, con la possibilità di un doppio invio dei dati, sia con ponte radio che Gprs. Saranno inoltre aggiornate la stazione di ponte degli Angeli e la stazione meteo sul Pasubio. Saranno messe in rete le stazioni meteo del Pasubio, passo Xomo, Malo, S. Agostino e Recoaro. Verrà fornito il software e l'hardware per una stazione di gestione dei dati con due postazioni di lavoro da installarsi a Vicenza.
LA RETE ATTUALE. Dalla Pozza spiega che «la rete di rilevamento idrometrico dei corsi d'acqua risulta ad oggi insufficiente a garantire un corretto monitoraggio dei fiumi. Considerata la particolare morfologia del territorio a nord di Vicenza, che fa sì che una goccia d'acqua che transita nel torrente Leogra a Torrebelvicino impieghi circa tre ore e mezza per transitare nel centro storico della città, si ritiene necessario integrare l'attuale rete di rilevazione idrometrica, con particolare riferimento al bacino del Bacchiglione. La presenza di una adeguata rete di monitoraggio idrometrica consentirà, inoltre, se accompagnata ad una puntuale rilevazione delle sezioni geometriche dell'alveo del fiume, di stimare con sufficiente precisione le portate attese in città del Bacchiglione durante gli eventi atmosferici potenzialmente pericolosi». Le ipotesi fin qui avanzate propongono che la rete di rilevamento idrometrico venga integrata a Torrebelvicino e a Schio per il torrente Leogra, a Malo e Caldogno per il Timonchio, a Costabissara per l'Orolo. Nell'ambito del bacino del Retrone, una stazione andrebbe collocata a Sovizzo per il torrente Onte.
I BOLLETTINI. Gli idrometri sono un nuovo passo in avanti nel sistema di allarme, andandosi ad abbinare con il circuito di sirene che il Comune intende installare nei quartieri a rischio alluvione. La terza mossa interessa i bollettini di allerta meteo, finiti sul banco degli imputati dopo il disastro di Ognissanti. Il Comune da tempo chiede alla Regione Veneto di rivedere la suddivisione delle aree di rischio «in quanto è risultata poco funzionale in caso di allerta idraulica, non essendo basata sui bacini idrografici: particolari deficienze sono state riscontrate per il bacino di riferimento del Bacchiglione». Vicenza chiede di disporre di strumenti comprensibili e immediatamente comunicabili.

Gian Marco Mancassola
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