Manager rapisce l'amante-escort
di Noventa per farla abortire

NOVENTA. Arrestato Marco Pracca, alto dirigente di Deutsche Bank.
La vicentina di 29 anni era stata rinchiusa in un casolare da tre balordi arruolati dal partner, che non ha riconosciuto il loro figlio
27/01/2012
Marco Pracca è consigliere di gestione della Deutsche Bank Italia

Milano. Un manager di successo, una escort di lusso, un bambino di troppo e un dentista col vizio della cocaina. Oltre a tre malviventi arruolati in modo maldestro.  Sono questi i protagonisti di una vicenda dai tratti incredibili, che sembra uscita da un romanzo di Massimo Carlotto. In realtà le manette, fatte scattare dai carabinieri, sono quanto mai reali. In carcere è finito fra gli altri Marco Pracca, 58 anni, alto dirigente della Deutsche Bank, già assolto al processo Parmalat, padre di un figlio che non voleva e mandante del rapimento dell'amante. È accusato, come il dentista che ha fatto da intermediario e i tre rapitori, di sequestro di persona a scopo di estorsione. L'obiettivo, per i quattro presunti complici, era una lauta ricompensa: 100 mila euro a testa per i banditi, 50 mila per l'odontoiatra che li aveva reclutati. Vittima del sequestro una vicentina di 29 anni. La giovane, nata a Noventa, ha vissuto infanzia e giovinezza, e vi ha lasciato la famiglia per trasferirsi a Milano.  Nei verbali del pubblico ministero Luca Gallio viene definita, in maniera prosaica, una prostituta.  Lei ama definirsi escort di lusso, tanto di lusso da aver fatto perdere la testa a Pracca e da farsi mettere incinta due volte.  La giovane ritorna raramente a Noventa, e i parenti non ne parlano mai troppo volentieri. «Vive a Milano, lavora, ha un fidanzato là», si limitano a dire i genitori a chi ancora chiede loro conto della figlia. La bella giovane aveva intrecciato, stando alla ricostruzione dei carabinieri lombardi, una relazione con il manager. Era rimasta incinta, ma nei piani del banchiere non c'era un figlio da lei. Dopo varie insistenze, l'aveva convinta ad abortire e lei, per amore o per interesse, gli aveva detto di sì. Certo che la loro relazione era alla luce del sole. Del resto, lui è separato, e vivevano assieme, da quando lei era rimasta incinta per la seconda volta e aveva subito una prima aggressione. Appreso della seconda gravidanza, Pracca aveva studiato il piano criminale, attuato solo dopo più di un tentativo. Lei infatti non voleva saperne di abortire di nuovo, lo voleva, quel bambino, anche se da un padre con il doppio dei suoi anni. Per questo il manager aveva assoldato il gruppo criminale che una sera si era presentato a casa della ragazza a Milano: l'avevano rapinata e presa a calci in pancia. Lei si era spaventata a morte, ottenendo di trasferirsi nel lussuoso appartamento del partner, ignorando che il mandante del pestaggio fosse lui. Il 6 marzo 2011 Pracca e l'amica vanno a teatro assieme. L'indomani va a farsi una visita ginecologica: è al settimo mese. Quando torna a casa, nel garage, la affrontano i banditi: la trascinano via, e la trasportato in un casolare abbandonato in campagna. Sono momenti terribili per la ragazza, che non riesce a comprendere il motivo di quel sequestro; i banditi le hanno spiegato soltanto che sono gli stessi che l'avevano rapinata in casa. L'unica cosa che le ripetono è che deve sparire dalla circolazione, non farsi più vedere a Milano. Pracca vuole liberarsi della escort e del nascituro. Dopo due giorni i sequestratori la liberano. La vicentina, spaventata a morte, viene ricoverata e riesce a portare a termine la gravidanza. Il bambino che dà alla luce, però, non viene riconosciuto dal padre. Il quale, all'epoca del rapimento, aveva sporto denuncia di scomparsa. Ed è da quella denuncia che i carabinieri sono partiti, scoprendo il folle piano criminale che ha portato tutti in carcere. Ora la giovane madre sta bene. Se si costituirà parte civile al processo, potrebbe ottenere un risarcimento tale da fare la mantenuta a vita. D.N.