Il Suem corre ma rischia di restare a piedi

SANITÀ. Da un anno all'altro si sono registrate 5 mila chiamate in più. Sos moltiplicati per infarti, ictus e insufficienze respiratorie. In crescita le uscite in provincia. Boom di richieste di aiuto, con una media di 442 al giorno. Cinque dei sette mezzi hanno già percorso 200 mila chilometri
27/01/2012
Personale del Suem mentre trasporta un paziente verso l’ambulanza. ARCHIVIO

Vicenza. Aumentano le urgenze. Si moltiplicano gli sos per infarti, ictus, dispnee respiratorie. Si verificano più incidenti sulla strada, sul lavoro, a casa. Salgono le richieste di trasporto dei malati. Il bilancio 2011 del Suem mostra un forte incremento su tutto il fronte. La centrale operativa del 118 (un primario, Federico Politi, il caposala Giovanni Vescovi, 27 infermieri addetti al centralino ma anche pronti a uscire con i mezzi di soccorso, 12 operatori incaricati dei taxi sanitari) è chiamata a fronteggiare una domanda straordinaria.  I NUMERI. Ben 6 mila 464 codici rossi, il 19,5 per cento in più rispetto al 2010; 17 mila 420 codici gialli, 7,7 per cento in più; 16 mila 85 verdi, 1,5 in più; 341 bianchi, 5 per cento in meno. Impressionante il numero delle chiamate telefoniche che corrono sul filo del 118: 161 mila 394, 442 al giorno, contro le poco più di 156 mila del 2010, il 3,4 per cento in più. Alto anche il numero delle telefonate in uscita, con cui il personale del Suem assegna le ambulanze, ma anche organizza servizi, cerca posti-letto, allerta medici reperibili. Ebbene, nel 2011, sono state oltre 136 mila, 372 al giorno, contro le 135 mila 136 del 2010. Il volume totale, fra telefonate in arrivo e in partenza, è di 297 mila 420, quasi 6 mila in più dell'anno precedente, 814 al giorno. Da capogiro pure la cifra del tempo di conversazione fra operatori al centralino e persone all'esterno in questo lavoro di prima linea per salvare vite umane: 3 mila 921 ore (3 mila 807 nel 2010), cioè 235 mila 242 minuti, con un aumento di quasi il 3 per cento. In aumento anche le chiamate per eventi importanti su tutto il territorio veneto: 48 mila 789 (48 mila 140 nel 2010).  FUORI CITTÀ. Un balzo, poi, per le missioni in provincia di Vicenza. Le uscite di soccorso sono state 42 mila 763 contro le 40 mila 382 dell'anno precedente, il 5,89 per cento in più (ma già nel 2010 rispetto al 2009 l'aumento era stato del 5,6). Le ambulanze sono uscite a sirene spiegate 30 mila 135 volte per infarti, ictus, insufficienze respiratorie, crisi diabetiche, e 10 mila 496 per traumi o incidenti. Da record i tempi di percorrenza in città. Da quando arriva la chiamata, ambulanze e auto mediche riescono ad uscire mediamente in 2 minuti ma qualche volta sono già in strada in meno di un minuto per giungere sul luogo del soccorso in 7-8 minuti al massimo, talvolta addirittura in 3 se il posto è vicino. Leggermente diminuito, invece, il numero dei trasporti. Dagli 11 mila 2 del 2010 si è passati a 10 mila 906, ma questo per il fatto che 2 anni fa, con l'acquisizione del servizio su Noventa, l'incremento era stato notevole, del 7,15 in più. Alto anche il numero delle informazioni di carattere generale date alla popolazione: 24 mila 803 contro le 20 mila 553 del 2010, 20,6 per cento in più. Insomma, per l'organico diretto da Politi, al quale si affiancano a rotazione, per il coordinamento interno e le uscite, 21 medici dello staff di anestesia e rianimazione, un superlavoro che dura 24 ore al giorno per 365 giorni.  I MEZZI. Il parco-macchine è di 7 ambulanze, 2 auto mediche, 1 mezzo per trasportare emoderivati, 1 carrello per le maxi-emergenze, un'auto di servizio, a cui, anche per presidiare le sedi di Creazzo e di Grisignano, si aggiungono i mezzi degli enti convenzionati: Cssa di Padova, Croce Rossa, Croce Verde, Blu Emergency. Da una parte personale contato (si è in attesa, fra l'altro, di un bando per 3 autisti), e dall'altra mezzi in gran parte molto vecchi, usurati e da sostituire.  Una delle due auto mediche circola da 12 anni, e 5 ambulanze hanno già percorso oltre 200 mila chilometri. Un po' troppo per mezzi del genere, che macinano 35-40 mila chilometri all'anno, ma i soldi dell'Ulss sono quelli che sono per un turnover meccanico più rapido.

Franco Pepe