Divieto agli zingari: rimosso il cartello
e intanto ricominciano i furti

IL CASO. Il messaggio era affisso alla porta di un negozio in centro.
La commessa Fatima: «Ho appena sorpreso una bimba con gli anelli in tasca. Che devo fare?» Giuliari: «Pure gli italiani rubano». La Lega attacca
22/02/2012
Il cartello scritto dalla commessa: «Vietato entrare “ai” zingari»

Vicenza. «Stavo per essere derubata anche oggi: una bambina, avrà avuto tre anni, entrata in negozio con una famiglia di nomadi, si è infilata nel giubbetto alcuni anellini. L'ho scoperta e le ho svuotato le tasche. Lei può testimoniare». Fatima Mechal, 20 anni, commessa di origini marocchine, indica la sua collega Elisa Chiesa, che annuisce: «Sì, è andata così». La realtà, ancora una volta, supera la fantasia, se nel day after accade questo. Contrà XX settembre, bazar Euro Point: Fatima è la commessa che sulla porta aveva esposto un cartello choc: «Vietato entrare ai zingari». Con una premessa: «Siamo spiacenti, ma per maleducazione e non rispetto delle regole e numerosi furti...». E una postilla: «Non per razzismo». Poche righe che ieri la commessa ha rimosso, ma che sono già un caso nazionale. LA PROTAGONISTA. Il giorno dopo la notizia pubblicata sul Giornale di Vicenza nel bazar c'è un viavai di clienti. Il cellulare di Fatima squilla in continuazione: «Pronto? Che ho fatto di male? Un casino? Ma no, ho scritto quello che tutti pensano ma hanno paura di dire. Ma se nessuno apre bocca questo mondo non cambia mai». Gli amici di Fatima le telefonano un po' preoccupati per il “vespaio” scatenatosi. Quasi tutti i clienti, invece, le esprimono solidarietà: «Hai fatto bene». Arrivano le telecamere delle tv. Fatima spiega: «L'ho detto: non ce la faccio più, non so come fare a non farmi derubare». Ripete di aver subito furtarelli in serie: «È sempre lo stesso gruppo di nomadi, entrano in otto o dieci coi bambini, mandati avanti a rubare. A volte li scopro, altre me ne accorgo dopo». Una volta li ha «inseguiti»; ieri ha recuperato il maltolto. «Avevo messo il cartello, ma entravano lo stesso: che posso farci?». Fatima ci tiene a ribadire un concetto: «Secondo voi io che sono straniera posso essere razzista? Queste sono persone come me ma quando vengono qui quasi sempre mi rubano qualcosa. Io vorrei lanciare loro un appello: smettetela di rubare, rispettate le regole. C'è la crisi e noi a marzo chiuderemo: dobbiamo aiutarci a vicenda. Perché non faccio denuncia per i furti? Perché non serve a nulla». Guarda la collega Elisa. «Lo racconto?». Pausa. «Sono stata aggredita in casa davanti a mia figlia - dice Fatima - e ho fatto due denunce, ma siccome non posso permettermi un avvocato non è successo nulla. Figuriamoci per i furti...». LE REAZIONI. Nel quartiere i negozianti si dividono. «Io non ho mai vietato a nessuno di entrare - dice Piera Bolzani, della pasticceria - ma giustifico Fatima, perché so che cosa le è successo». «Quel cartello non lo avrei messo - afferma Mauro Oliviero, del negozio di frutta e verdura -, ma è vero che i nomadi creano tensione in negozio: pensi, proprio stamattina sono entrati e mentre la mamma pagava i bimbi si sono infilati in tasca un paio di mele», dice scrollando le spalle. Si divide anche la politica. Giovanni Giuliari, assessore al Sociale, è intransigente: «È un bruttissimo episodio, mi sento ferito. Ci sono nomadi che rubano ma anche italiani che rubano, allora bisognerebbe mettere un cartello in tutti i negozi anche per loro. Scagliarsi contro gli zingari, colpire sempre le stesse persone, non fa parte dei valori della nostra comunità. Credo che quel cartello vada contro i princìpi costituzionali e si potrebbe valutare l'ipotesi di una denuncia». Il gruppo della Lega nord rilancia: «Solidarietà totale nei confronti di Fatima, espressione di integrazione che la Lega insegue». E chiede: «Perché quello che a noi è vietato viene permesso agli zingari? Perché rubano in casa e vengono rilasciati in due ore? E perché i campi nomadi non vengono chiusi?». La Lega chiude con un «grazie sindaco Variati». Ieri una pioggia di commenti al sito web del Gdv, in maggioranza pro-commessa. Dal «brava Fatima, datele la cittadinanza onoraria» al «no al razzismo», passando per questo: «Non so se ruba di piu un rom o uno che evade le tasse dichiarando meno di un operaio e girando in Ferrari». Conclude Fatima: «Quell'errore - “ai” zingari - che vergogna! Ma non è “colpa” mia, avevo un dubbio, non è la mia lingua e ho chiesto a un italiano: mi ha detto che era giusto “ai”. Gli ho replicato: non è che ti inganna il fatto che in dialetto si dice “ai singani”?». © RIPRODUZIONE RISERVATA   GIOVANNI GIULIARI ASSESSORE AL SOCIALE È un bruttissimo episodio e mi sento ferito. Quel cartello va contro i principi della Costituzione. Scagliarsi contro gli zingari non fa parte dei valori della nostra comunità.

Marco Scorzato