Allarme crolli al castello di Marostica
«È da tre anni che dalle mura cadono sassi»
Marostica. Castello e mura di Marostica osservati speciali. «Non è una novità che dalle mura cadano pezzi - commenta Giuliano Basso, socio storico della “Compagnia delle mura”, impegnato da anni nella salvaguardia del bene più prezioso della città scaligera - Sono almeno tre anni che periodicamente registriamo la caduta di sassi, soprattutto nel lato ovest della cinta muraria, che è anche il più umido ed esposto alle intemperie». «La causa principale è che durante il restauro non si sono rifatte le antiche merlature - sostiene Basso - la Soprintendenza ha imposto di procedere con un restauro conservativo, ma questo non risolve i problemi del tempo, anzi li peggiora. Quando c'erano i merli l'acqua e lo sporco correvano via, ora invece si depositano nelle mura, si infiltrano tra le pietre, causandone lo sgretolamento». «Un altro problema enorme sono i colombi - prosegue Basso - i fori tra i sassi dovrebbero essere coperti da reti metalliche per impedire ai volatili di farsi il nido all'interno delle mura. Se ai problemi dell'acqua e delle gelate aggiungiamo quello degli escrementi dei colombi, capiamo perché c'è da essere preoccupati». Basso non risparmia poi una frecciata anche all'Amministrazione scaligera che a suo dire non valorizza sufficientemente l'operato gratuito e volontario della “Compagnia delle mura”. «Per ovviare al problema dei colombi ci eravamo offerti di coprire con una rete almeno le travi del tetto interno del castello appena rifatto - lamenta Basso - ma sono passati ormai quattro mesi e non abbiamo ancora avuto nessun riscontro da parte dell'amministrazione comunale. Quando poi siamo saliti a sistemare le illuminazioni natalizie abbiamo trovato 20 centimetri di escrementi su quello che dovrebbe essere il camminamento di ronda, già pronto da tre anni ma che non è ancora stato aperto. Forse stanno aspettando che venga giù di nuovo tutto e poi chiederanno altri fondi all'Unione europea » La caduta di sassi e guano è avvenuta quando ai piedi delle mura sostavano le bancarelle del mercato settimanel. «Non abbiamo registrato nessun danno - spiega Diego Nai, titolare del banco del pesce - Riteniamo dunque che non si trattasse di niente di preoccupante, probabilmente guano di colombo, mischiato a terra ed erbe infestanti». In ogni caso, la bancarella del pesce è stata spostata qualche metro più in là e la zona rimane transennata. S.V. Sulla vicenda interviene Mario Scuro, ex consigliere comunale, da sempre interessato alla storia della città scaligera, esperto in materia, promotore di mostre e convegni. «La caduta di materiale è inevitabile - afferma Scuro - e il fenomeno non è isolato: basti pensare al transennamento della cinta a fianco del parcheggio Rimembranza e di porta Breganze. Non possiamo attribuire la disgrazia alle “recenti gelate”, non paragonabili a quelle del 1985, né ad una “situazione di grave degrado” dal momento che l'ultimo intervento di restauro è stato effettuato nel non lontano 2008. Il problema è che a Marostica è mancato un progetto globale di restauro basti pensare che l'attuale cantiere per il rifacimento del cortile del castello inferiore, è il 31° della serie avviata nel 1982! In Italia ci sono due metodologie per il restauro dei monumenti storici la prima consiste nel lasciare le strutture come si trovano, rappezzandole nei punti di cedimento; la seconda presuppone di intervenire con la reintegrazione del manufatto nei materiali e negli stili, recuperando i modelli originari e le tecnologia antiche". Così andrebbe fatto. Intervenire con il mettere qualche sasso sul muro esistente significa solo avviare un processo di deterioramento più rapido». S.V.
