Sesso a scuola, parla il preside
Ragazza recidiva, ok dai genitori

22/02/2012
Dopo giorni di no comment il preside ha deciso di uscire allo scoperto e di raccontare la sua verità

BASSANO. Il preside dell'istituto tecnico Einaudi di Bassano esce allo scoperto e dopo giorni di no comment, decide di parlare sulla vicenda degli studenti che avevano fatto sesso nei bagni della scuola ed erano stati puniti in maniera differenziata, facendo discutere tutta Italia. Giovanni Pone non lo dice apertamente, ma lo fa capire: a danno della ragazza ha giocato il fatto che fosse recidiva, mentre per il ragazzo si trattava della prima volta e comunque "il percorso punitivo è stato condiviso con i genitori di entrambi", ha spiegato il dirigente, che ha voluto ripercorrere la vicenda e quindi gli esiti punitivi. Dunque, per il preside, non vi è nessun caso sulla diversità di trattamento tra i due ragazzini: la prima punita con tre giorni di sospensione, il secondo con uno.
  "Una volta scoperti i due ragazzini da parte di un loro compagno di scuola - prosegue il preside - e informati gli insegnanti, da subito sono stati convocati i genitori di entrambi. In particolare - sottolinea Pone - per la ragazzina, giunta a fine quadrimestre da altro istituto e con «pagella» redatta dalla scuola appena lasciata, è emerso che era stata assente più volte all’insaputa dei genitori, che era stata oggetto di vari richiami e che lo stesso padre ne era stato informato. Proprio alla presenza e in accordo con il padre, precisa il preside, è stata così decisa la sospensione di tre giorni in un periodo specifico in cui uno dei genitori sarebbe stato a casa per ferie ed avrebbe così potuto vigilare sulla figlia, impedendo l’uso di internet, televisione e altro, stabilendo anche un percorso
extrascolastico di responsabilizzazione della studentessa".
  "Per il ragazzino, invece, - prosegue il preside - dopo un colloquio del tutto simile a quello con la ragazzina e suo padre, è scattata la sospensione di un solo giorno, nel corso del quale sarebbe stato seguito dai genitori, in considerazione del fatto - chiarisce il preside - che era la prima volta che si macchiava di un fatto riprovevole".