Chiesa a Nord Est Fuggono i giovani e le donne colte
Il 40% degli assidui a messa ha oltre 60 anni, calati del 9% i battesimi, si avverte severità e lontananza Aumentano le critiche e i cattolici “a modo mio”
Roberta Bassan INVIATA A ZELARINO (VENEZIA) «Ai vescovi l'ho detto senza remore: le prediche che si sentono a messa sono fatte per le vecchiette, perché prossime alla morte. Se parlate alla gente di peccato originale, tanto per fare un esempio, vi obiettano che l'uomo deriva dalle scimmie. Il modo di credere non è più ingenuo, chiede risposte complesse». Il prof. Alessandro Castegnaro, scledense, presidente dell'Osservatorio religioso del Triveneto - sede a Vicenza al palazzo delle Opere Sociali - è uno che non ha peli sulla lingua, soprattutto perché muove le sue osservazioni dai dati inconfutabili. E quelli che ha confezionato insieme a Monica Chilese, ricercatrice di Sarego, sulla religiosità del Nord Est anticipati ieri a Zelarino sede della Conferenza episcopale Triveneto, sono di quelli che ti mettono al muro. LA CHIESA PERDE PEZZI. La Chiesa del Triveneto perde pezzi, perde i suoi cavalli di razza. Fuggono i giovani e le donne colte, le più critiche e le meno praticanti, di fatto quelle con più vivacità spirituale. Il 40% degli assidui a messa ha oltre 60 anni. La Chiesa è sentita come lontana e severa. Quasi il 60% pensa che si può essere buoni cattolici anche senza seguire le indicazioni dei vescovi sulle questioni sociali e due su tre rispetto alla morale sessuale. Cresce la “privatizzazione” della religione. E via di questo passo, emerge uno scollamento e una pioggia di critiche: il 70% avverte la distanza abissale tra ciò che dicono Papa e vescovi e la vita di tutti i giorni. È un Nord Est che sta andando verso «una cultura della libertà religiosa», un cattolicesimo «con meno Chiesa», che però tende ancora a pensarsi, almeno per ora, «non senza Chiesa». 20 ANNI DI TRASFORMAZIONI. Va premesso che sono stati proprio i vescovi a voler tirarsi la zappa sui piedi, commissionando una ricerca sulla religiosità che potesse loro fornire uno spaccato dei cambiamenti degli ultimi 20 anni. Il primo convegno di Aquileia risale infatti al 1991 ed ora i vescovi del Triveneto sono in procinto di celebrare il secondo, dal 13 al 15 aprile. Un appuntamento in cui sono chiamati a delineare la chiesa del futuro e di materiale sul tavolo adesso ce n'è a bizzeffe. Prima la grande trasformazione della popolazione delineata dall'indagine di Daniele Marini, direttore della Fondazione Nord Est. E ora la ricerca del prof. Alessandro Castegnaro sulla religiosità che verrà approfondita in un seminario pubblico intitolato “Presente e futuro della religiosità a Nord Est” in programma domani al Centro Urbani di Zelarino (9-12.30). CATTOLICI IN CALO. La ricerca, tanto per capirci, è a detta dello stesso sociologo «la più estesa e impegnativa mai realizzata a Nord Est». Castegnaro sgombra subito il campo da possibili equivoci: «Non ci sono grandi differenze tra Nord Est e Italia». Vent'anni fa i cattolici erano il 90% della popolazione, oggi sono scesi a 3 su quattro, i battesimi sono diminuita del 9,2%. Il 40% degli assidui alla messa ha superato i 60 anni, mentre i “cattolici senza riserve” sono una minoranza (19%). Il 52,3% sente la Chiesa “lontana” (erano il 40%), il 44,4% “severa”. Le critiche riguardano anche il modo in cui la Chiesa usa i suoi beni (66,1%), in cui concepisce la morale sessuale (65%), come interviene nelle decisioni politiche (56,1%). Forte è l'autonomia delle scelte morali rispetto soprattutto a contraccezione e divorzio. E quando si tratta di distinguere tra ciò che è bene o male? Per l'84% tocca alla coscienza individuale, il 66% la legge di Dio, solo il 32% indica Papa e vescovi. L'EMORRAGIA. La Chiesa del Nord Est sta perdendo i giovani che spariscono dopo la Cresima. Il Vangelo è attendibile per il 17,4% (erano il 43,3%) dei giovani. i cattolici “a modo mio” salgono al 39%. Per non parlare delle donne: la Chiesa è in difficoltà ad intercettare le più scolarizzate, di fatto più critiche e autonome dei coetanei di pari istruzione. Per loro la messa è già finita. © RIPRODUZIONE RISERVATA
