Tenta stupro di una ragazzina nella stazione delle corriere
L'aveva attesa senza pantaloni e mutande nel sotterraneo dei bagni
Federico de Wolanski TREVISO Ancora un balordo ad insidiare l'area della stazione. Un nuovo mostro, ammanettato pochi istanti prima della fuga dagli uomini della polizia che l'hanno intercettato e fermato seguendo le indicazioni degli amici della sua vittima, una ragazzina di appena 16 anni. Lui, Hamed Seifi, è un 45enne marocchino residente a Casier, senza lavoro e con un permesso di soggiorno traballante. Oggi è chiuso nel carcere di Santa Bona con l'accusa di tentata violenza carnale ai danni di una minorenne. Tutto è avvenuto in pochi istanti martedì sera, il giorno di San Valentino, nel sotterraneo dei bagni della stazione delle corriere. La ragazzina era scesa con un'amica approfittando della porta aperta. Quella stessa porta che per mesi è stata tenuta chiusa dalla direzione La Marca proprio per evitare che i bagni diventassero un ricettacolo di brutta gente; e per altrettanti mesi è stata controllata con un pulsante comandato dalla biglietteria per la stessa ragione di sicurezza. Aperta la porta della toilette per uscire, la sedicenne si è trovata davanti un uomo, carnagione scura, stazza decisamente importante. Era senza pantaloni e senza mutande. L'aspettava, e quando l'ha vista apparire le si è fatto davanti tentando di spingerla nuovamente all'interno del bagno. La ragazzina, con un nodo in gola, ha trovato però la forza di reagire, dimenarsi e scalciare fino a far indietreggiare l'uomo che si è rivestito in fretta imboccando le scale. Solo quando lo ha visto scappare la sedicenne ha trovato l'aria nei polmoni per urlare e richiamare sul posto l'amica, che era già uscita e la aspettava fuori. Le sue grida hanno superato il pesante portone di alluminio e sono arrivare anche all'orecchio dei due amici con cui le ragazze erano uscite per una normale passeggiata in città. Il trambusto, le urla di aiuto e le grida dei ragazzini hanno attirato l'attenzione di qualcuno che ha immediatamente chiamato il 113. La volante era poco distante. È arrivata in tempo per intercettare i ragazzi, capire quel che era successo e diramare un allarme generico. A dare le prime informazioni sulla via di fuga dell'aggressore gli stessi amici della sedicenne, che si sono gettati all'inseguimento cercandolo tra le persone in attesa della corriera e quelle che temporeggiavano nei pressi di via Roma. Sommaria ma precisa la descrizione fornita dalla stessa ragazzina: un uomo alto, carnagione scura, piumino bianco e pantaloni scuri. L'allerta è arrivata anche agli agenti della Mobile e della Polfer che hanno fatto scattare i controlli sul piazzale della stazione e nelle immediate vicinanze. Sono stati attimi di concitazione, durante i quali nell'area della stazione si sono concentrati agenti e pattuglie. Pochi istanti dopo ecco l'indicazione giusta: puntava proprio la sinistra della stazione ferroviaria. Il marocchino era lì, che tentava di allontanarsi dal luogo dell'aggressione facendo finta di nulla. Volanti e Polfer l'hanno fermato senza dargli via di fuga e caricato in auto. Riconosciuto dalla giovane vittima e identificato, l'uomo è stato immediatamente portato in questura, fotosegnalato e messo in stato di fermo. Dopo rilievi, verifiche e controlli nella stessa area della stazione delle corriere ecco tutte le prove necessarie a ottenere l'ordinanza di custodia cautelare in carcere dove ora attende il confronto l'interrogatorio di garanzia. Choccata, la sedicenne è stata assistita fino all'arrivo dei genitori. Fortunatamente non ha riportato ferite. © RIPRODUZIONE RISERVATA
