Lo Stato dice sì all'autostrada verso il Cadore
È un project financing Chisso: «Passo avanti verso Nord». Anche con uno sbocco verso Tarvisio
BELLUNO «È un altro piccolo passo per avvicinare il Veneto al cuore dell'Europa: di strada ce n'è ancora molta da fare, ma andiamo avanti nella direzione di quella che a me piace chiamare la Venezia-Monaco, perché sono ancora convinto che quei 213 km che mancano siano un piccolo tragitto per unire due pezzi importanti dell'Europa». Il presidente Luca Zaia ha salutato così ieri il voto positivo della Commissione nazionale di Via-valutazione d'impatto ambientale sul progetto di prolungamento dell'autostrada A27 oltre Belluno, e cioè da da Pian di Vedoia fino a Pian dell'Abate, poco a sud di Pieve di Cadore. «Si va avanti, verso l'Europa», aggiunge l'assessore alla mobilità Renato Chisso (Pdl). «È un'opera nella quale abbiamo sempre creduto, e con noi i bellunesi, l'economia di quella provincia e del resto della Regione. Aggiungiamo un altro tassello: ora vedremo di accelerare il più possibile gli ulteriori tempi tecnici». L'intervento ha lo scopo di migliorare il collegamento da e per l'alto bellunese ed il Cadore. «È un opera compatibile con ogni soluzione che ci porti più vicini al centro del vecchio continente, compresa la proposta di collegamento interregionale fra la A27 e la A23 “Udine-Tarvisio”, cioè con l'ammodernamento e il potenziamento della viabilità intervalliva dell'alto bellunese. Ribadisco che il Veneto ha bisogno di uno sbocco a Nord». Il progetto prevede la realizzazione (in 4 anni) di un tratto autostradale di circa 20,5 km, prevalentemente in galleria naturale, con tre svincoli con la rete stradale esistente. Il primo a Pian di Vedoja, il secondo intermedio a Longarone e il terzo terminale a Pian dell'Abate, in comune di Perarolo di Cadore. Per la sua realizzazione è stato presentato un project financing che prevede una spesa di 1,2 miliardi senza oneri per le finanze pubbliche: tutto verrà coperto con gli introiti della concessione.
