«Fermiamo i tagli alle Università»
Profumo: «Non ci saranno altre riduzioni. E recupereremo una quota di risorse per il diritto allo studio»
Antonella Benanzato PADOVA Per quest'anno non ci saranno altri tagli all'università. Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, senza saperlo, ha già preso la medicina anti-tagli che al termine della sua prolusione gli offriranno i goliardi padovani. Gli atenei italiani dovranno, comunque, impegnarsi ad essere più competitivi a livello europeo, rafforzando quell'autonomia responsabile nella gestione delle risorse che deve diventare il faro delle regioni. RISORSE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO. Profumo ribadisce la linea europea del governo sul fronte della formazione universitaria e della ricerca. Ma la buona notizia è che le già magre risorse degli atenei non saranno decurtate. «Tagli quest'anno non ce ne saranno - ha annunciato Profumo - ci sarà la stabilità, recupereremo una quota di risorse per il diritto allo studio. L'accordo tra ministero, studenti e Regioni dovrebbe consentirci di arrivare a circa 400 milioni con i quali sarà possibile dare una risposta a tutti gli studenti idonei per merito e per situazione di reddito familiare». CACCIA AI FONDI EUROPEI. Nella sua lectio magistralis per l'inaugurazione del 790° Anno accademico dell'Università di Padova, il ministro ha ricordato la necessità per le Regioni di attivarsi per partecipare ai fondi europei 2014-2020. Tuttavia, Profumo ha invitato a un cambio di “mentalità” perché, nonostante la qualità dei ricercatori italiani e delle didattica dei nostri atenei, i nostri giovani «non sempre sono in grado di competere» su scala europea e mondiale. Un gap che dovrà essere colmato rapidamente. «In questo momento il paese ha bisogno di recuperare un rapporto con l'Europa - ha spiegato il ministro - che è prima di condivisione sui percorsi programmatori, e poi in termini di risorse». Risorse che dovranno essere gestite anche dalle Regioni, in quell'ottica di federalismo universitario proposto anche dal presidente veneto Luca Zaia. PUNTARE AI COSTI STANDARD. Profumo rispolvera l' «autonomia responsabile» proposta nel 1989 dal professor Antonio Ruberti, un'idea “da rafforzare” soprattutto in questo momento di crisi economica. In questo solco, secondo Profumo, «le università dovranno gestire in maniera responsabile le loro risorse». L'idea è quella di un “multifondo” finanziato in parte del ministero «ma ci saranno anche quote regionali ed europee». Federalismo e costi standard sono argomenti sui quali l'esecutivo sta lavorando, anche in ambito universitario. E Profumo è convinto della necessità di avviare «interventi sul medio periodo per arrivare a costi standard reali. Come sempre bisogna evitare di fare strappi una quota importante dei costi del bilancio dell'università è relativa a spese che non sono facilmente comprimibili nel breve tempo: per questo è necessario avviarsi verso i costi standard». GIOVANI: IN EUROPA STRADA IN SALITA. La riflessione del ministro si è poi spostata sulle opportunità professionali che attendono i giovani dopo la laurea. Sebbene le università italiane abbiano “una buona “e, in alcuni casi, “ottima” capacità di formazione, la competizione con l'Europa, per i nostri studenti, è ancora in salita. L'attuale congiuntura mette a dura prova le giovani generazioni di studenti che «sono anche bravi perché si sanno adattare a una situazione complessa: alcuni di loro cercano lavoro anche sul mercato più ampio di quello italiano». L'augurio del ministro è che «dal 2013 la situazione generale del lavoro sia in graduale miglioramento», nel frattempo l'obiettivo deve essere quello di «formare al meglio i nostri laureati». Profumo ha dimostrato di non avere nessun pregiudizio per quei giovani che lo hanno pesantemente contestato. Anzi per il ministro i ragazzi devono essere ascoltati «di più». L'obiettivo del governo, ha concluso, è «cercare una strada per dar loro un percorso per il futuro». COPYRIGH
