Filippo Timi, briscola col morto Arrivano i delitti del BarLume

La routine provinciale viene rotta da omicidi e quattro anziani clienti indagano. L'attore: «Per il mio debutto in tv ho scelto la qualità»
06/11/2013
L'attore Filippo Timi davanti al poster dei film tv I delitti del BarLume

Il caso editoriale italiano degli ultimi anni, una serie di delitti di provincia e un gruppo di attempati toscanacci dalla battuta pronta. Questi gli ingredienti principali della nuova produzione originale targata Sky, I Delitti del BarLume, due film in onda l'11 e il 18 novembre in prima serata su Sky Cinema 1HD prodotta da Carlo Degli Esposti, con la sua Palomar (la stessa che ha portato con successo in tv su Rai1 le storie del Commissario Montalbano di Andrea Camilleri). E con protagonista Filippo Timi nei panni di Massimo, il sarcastico e arguto «barrista» con l'indole del detective, creato dalla penna di Marco Malvaldi.
Lo scrittore pisano con le quattro storie ambientate nel BarLume ha conquistato schiere di appassionati lettori in Italia e in Europa, vendendo oltre un milione di copie. E i produttori di Sky non escludono che dopo Il re dei giochi e La carta più alta, altri volumi possano diventare film.
Le storie si svolgono nell'immaginaria cittadina di Pineta, sul litorale toscano tra Pisa e Livorno. Qui, tra una «ciancia» e una partita a briscola, le giornate ruotano intorno al bar. Massimo, ex matematico, ha abbandonato l'università per dedicarsi al bar e trasformarlo in un locale «a modino». Ma non ha fatto i conti con Ampelio, Pilade, Gino e Aldo, quattro buontemponi «diversamente giovani» che trascorrono qui le giornate. Una presenza molesta, solo parzialmente bilanciata da quella piacevole di Tiziana (Enrica Guidi, al debutto), l'avvenente banconista, scelta per le sue forme e per abbassare l'età media delle presenze fisse del bar.
Quando la routine di tutti i giorni viene spezzata da un omicidio, l'eterogeneo gruppo si trasforma, più o meno involontariamente, in una squadra di detective improvvisata ma efficace. Altra presenza di Pineta è il commissario Vittoria Fusco (Lucia Mascino) che, oltre ad indagare a pieno diritto sui delitti, deve anche tenere a bada i quattro «detective in camiciola e infradito».
Basata su un classico impianto «da giallo», I delitti del BarLume accoglie una serie di spassosi accorgimenti narrativi che portano le storie a toccare i territori della grande commedia all'italiana e in particolare quella brillante tradizione regionale toscana che raccoglie l'eredità dei grandi maestri, con Benigni, Pieraccioni, Virzì, Veronesi e il più genuino humour della nostra provincia. La scrittura del progetto è coordinata da Francesco Bruni, autore di molti film di Virzì oltre che regista e sceneggiatore di Scialla. Ad interpretare i pensionati-detective sono Carlo Monni (Ampelio), attore di culto della commedia toscana recentemente scomparso, Atos Davini (Pilade), Massimo Paganelli (Aldo), Marcello Marziali (Gino), questi ultimi due «giovani promesse» al loro debutto sul piccolo schermo.
Istrione, camaleontico, provocatorio senza mezze misure, Filippo Timi, occhi verdi, un metro e 82 di altezza e una voce che non lascia scampo, alla soglia dei 40 anni è tra i nomi più richiesti del cinema e del teatro italiano. Dopo aver lavorato con più registi cinematografici, da Salvatores a Bellocchio, da Montaldo a Ozpetek a Michele Placido fino a Valeria Bruni Tedeschi, l'attore umbro è al suo debutto in una serie televisiva. «Guardo moltissima televisione, ci sono serie che adoro e non ritengo ci sia nessuna differenza tra il cinema e un film per la tv se è ben fatto. Anzi alcune serie sono assai più belle di certe pellicole», ammette Timi. «Sono uno snob quando non c'è qualità. Sono un maniaco della perfezione. E visto che abbiamo fatto le cose per bene non mi dispiacerebbe fare un terzo film dalla trilogia dei delitti del BarLume».