Bassano, bandiere a mezz'asta per protesta

POLEMICA. I tifosi giallorossi sabato al Mercante insceneranno un'azione dimostrativa per contestare la decisione di non far disputare di nuovo la gara col Pergocrema
I sostenitori furiosi: «Siamo stanchi di essere calpestati e stiamo collezionando troppe ingiustizie. Ci salveremo lo stesso»
20/02/2012
Il vessillo giallorosso esposto  a La Spezia: sabato al Mercante le bandiere saranno a mezz'asta

Rimasto a fuoco lento sulla graticola dal rovinoso 0-7 col Trapani. Jaconi all'età di 65 si formalizza meno del giusto. «Sono nel pallone da sempre e so che di solito quando i risultati non soddisfano i primi a pagare sono gli allenatori, funziona così da una vita, non c'è niente di nuovo - conviene l'Osvaldo - tuttavia non è automatico che il cambio in panca porti benefici matematici, anzi. Penso ad esempio al Feralpi dove hanno chiamato un tecnico qualificato come Gianmarco Remondina, eppure erano ultimi prima e sono ultimi adesso... Insomma la rivoluzione tecnica non è la panacea di tutti i mali, anche con l'avvento di professionisti referenziati». Quindi il nocchiero di Civitanova sottolinea un altro particolare. «Quando ad agosto rimarcavo i pericoli di un campionato con un indice di difficoltà superiore al precedente, oltre alle complicanze di una formazione come la nostra chiamata a confermarsi non tutti presumibilmente erano sufficientemente attenti. Per questo adesso mi stupisco di chi si stupisce. Noi della squadra no, noi tiriamo dritti per la nostra strada pronti a combattere e a credere di poter rovesciare l'inerzia del torneo. Convinti di potercela fare scampando agli spareggi o, alla peggio, coi playout. Ma indubbiamente con la certezza di pilotare Bassano fuori dai guai, l'unico chiodo fisso che ho in testa. E sia chiaro, niente frenesia, nociva in un recente passato. Andiamo per il bottino col Portogruaro e se non arrivasse ritentiamo a Carrara. Ma lasciamo stare i discorsi da ultima spiaggia». PROVOCAZIONE. Dopo la cioccolata calda e le brioches offerte ai bambini allo stadio come forma di protesta all'indomani dei 1.500 euro di multa inflitti alla società per intemperanze dei propri tifosi con la Cremonese («Prepariamo la merenda ai bimbi, siamo degli incivili, no?», disse allora), Gianantonio Bertoncello, leader dei Fedelissimi ne ha pensata un'altra per esprimere il disappunto degli aficionados dinanzi al ribaltone della sentenza relativa alla gara col Pergocrema. «L'errore è stato madornale, confermato da qualunque immagine tv - protesta Bertonecello - e il danno patito dal Bassano, evidente. Eppure, siamo stati calpestati anche stavolta, nonostante il verdetto in prima istanza fosse stato cristallino. Siccome stiamo collezionando una serie di ingiustizie clamorose, ricordo gli arbitraggi di Brasi col Siracusa, quello di Coccia con la Cremonese e il gol regolarissimo di Longobardi, annullato, che ci avrebbe permesso di battere il Prato in un braccio di ferro salvezza, anticipo sin d'ora che col Portogruaro, le bandiere giallorosse attorno allo stadio rimarranno a mezz'asta. Sì, in segno di lutto, perchè di fronte ad episodi del genere è come se fosse morto lo sport». Gesto emblematico e provocatorio, poi però uno dei capi storici dei supporter del Mercante ritrova l'abituale slancio e lo spirito in stile Fedelissimi che ha sempre contraddistinto i sostenitori giallorossi. «Ma se credono di abbatterci con tutto questo si sbagliano di grosso - sbotta - perchè il Bassano si salverà lo stesso, Non so se accadrà subito o ai playout ma ce la farà. Anzi, invito la gente a stringersi attorno alla squadra sabato nel derby col Portogruaro. Sono sicuro che da lì può avviarsi la nostra rimonta». Passione da playoff, un affetto così non retrocede mai. .V.P.

Vincenzo Pittureri