Rizzi brinda tre volte alla fine del suo purgatorio
Il Sarego ha fallito l'appuntamento col mese della riscossa: quattro scontri diretti, tre sconfitte. Ora si torna a giocare al Cosaro
«Non ci abbiamo capito niente». La conferma arriva direttamente dagli avversari, nello specifico dal difensore del Tamai, Thomas Poletti, che al termine della partita si è confidato con Emanuel Rizzi. Il riferimento è al terzo gol del Montecchio, un'azione da manuale provata e riprovata nell'ultimo allenamento dalla banda di Massimo Monfardini. Tre passaggi, tutti ad un tocco, in una sequenza perfetta («meglio della playstation» – ha dichiarato il tecnico dei castellani) che ha portato Nikolic, difensore, a segnare il terzo gol e a chiudere la partita sul risultato di 3-2 per il Montecchio. Rizzi, uomo-simbolo dei castellani, è ancora su di giri per l'importante successo e per quel terzo gol al quale ancora la difesa delle “furie rosse” starà cercando di trovare una spiegazione. Rizzi, cifa tornare all'azione del 3-2? «De Cao su punizione mi serve al centro, limite dell'area, con un tocco corto. Io allargo di prima sull'out di sinistra per Canacci, che di prima intenzione crossa al centro. Lì arriva Nikolic, dopo essersi inserito tra le maglie della difesa, e la mette dentro». Quando Nikolic ha segnato, lei è corso ad abbracciare Monfardini. «Quel gol mi ha regalato un'emozione fortissima, sia perché ci ha garantito 3 punti molto pesanti, sia per il modo in cui è arrivato. Siamo stati lucidi al momento giusto e abbiamo lasciato letteralmente di sasso la difesa del Tamai». Il Montecchio ha sfoderato una grande prestazione, ma Rizzi ha ispirato tutti e tre i gol «Sono felice, perché domenica sono tornato in campo dopo un lungo purgatorio. Tra le tre giornate di squalifica e la pausa non ho giocato per 4 settimane. È stata dura sopportare un'ingiustizia». Naturalmente si riferisce all'espulsione rimediata contro il St. Georgen per la quale le sono state inflitte tre giornate di squalifica. «Quel provvedimento mi ha umiliato. Il giudice sportivo, nel riportare il referto arbitrale, aveva scritto che avevo addirittura preso per il collo un avversario. Da come è stato scritto, sembrava avessi combinato il disastro. Ricordo ancora bene cosa mi ha detto l'arbitro nella circostanza: «tu per oggi hai parlato troppo». Dopo queste parole mi ha espulso e mi sono ritrovato a scontare tre giornate. Abbiamo il video della partita che può documentare quello che non ho fatto. La società aveva fatto il ricorso, ma poi non è stato accolto. Ormai mi sono buttato tutto alle spalle, però mi è molto dispiaciuto». Si dice che le brutte notizie non vengano mai da sole. A Sarego, nemmeno le sconfitte. Con quella di domenica a Sacile sono ben 15 (l'unica ad aver fatto peggio è l'Itala), e arrivano sempre in filotto: due all'esordio, due alla sesta e alla settima giornata, poi tre “triplette” e un'altra “doppietta” di insuccessi hanno tenuto i gialloneri nei bassifondi della classifica. In quello che doveva essere il mese della riscossa, Benetti e soci hanno perso tre scontri diretti su quattro, vincendo unicamente contro - che sorpresa - l'ormai spacciata formazione isontina. Insomma: c'è poco da essere felici e anche al tecnico Checco Feltrin tocca riconoscerlo. È arrivato l'ennesimo risultato pesante. «Ce ne rendiamo conto. Nella nostra situazione, contro la Sacilese fuori casa, ci sarebbe andato bene un pareggio. Abbiamo giocato un primo tempo accorto, potevamo prendere gol solo su palla inattiva e puntualmente è accaduto. Nella ripresa stavamo guadagnando campo, ma una grave disattenzione difensiva ha portato al 2-0 che ci ha tagliato le gambe. Poi siamo andati in confusione e abbiamo beccato anche il terzo». I numeri parlano chiaro. «Una vittoria e cinque sconfitte nel girone di ritorno: la situazione obiettivamente è complicata. Ora abbiamo altri due scontri diretti che non possiamo fallire. Domenica arriva la Sanvitese: in campo andrà solo chi ha il sangue negli occhi». Si sarà già fatto questa domanda: cosa non va? «Non mi sembra che tutte le altre squadre siano più forti di noi. Ma abbiamo troppi giocatori fuori condizione: i neo arrivati Giordano, Santaniello e Carraro; c'è poi chi ha avuto infortuni o malanni come Benetti, Pangrazio e Baggio: siamo a sei elementi, tutti importanti. Poi credo sia sotto gli occhi di tutti una certa difficoltà sotto porta». Viene spontaneo chiedersi: c'è qualcosa che funziona? «Anche domenica nella squadra ho visto il piglio giusto. L'approccio è stato buono, la volontà in spogliatoio non manca». SI TORNA A MONTECCHIO. Domenica per la sfida playout con la Sanvitese il Sarego tornerà a giocare al Cosaro. «Con il Montecchio siamo in buoni rapporti, vedremo se sarà solo per questa o per più partite» commenta il presidente Roberto Callegari. E su Feltrin: «Stasera alla ripresa degli allenamenti ci parleremo, ma la sua posizione non è in discussione».
