Bassano, una sfida lunga 4 anni

CALCIO PRIMA DIVISIONE. Sabato al Mercante arriverà il Portogruaro: un avversario a cui si legano ricordi particolari
Il match con i veneziani fa tornare in mente lo spareggio del 2008, quando i giallorossi si mangiarono il salto in C1 che pareva in tasca
21/02/2012
Andrea Basso è l'unico “superstite” della doppia sfida playoff del 2008 con il Portogruaro

Vincenzo Pittureri BASSANO L'assassino torna sempre sul luogo del delitto. Bassano e Porto al Mercante non si erano mai riviste dopo lo sgomento giallorosso dell'8 giugno 2008, lo rifaranno per la prima volta sabato, 4 anni più tardi e una serie in più per entrambe (per i granata, per un attimo sono state addirittura due, col passaggio meteora in B). Ma quella, come lo scellerato 0-7 col Trapani, è una data spartiacque: la storia virtussina si divide tra ciò che avvenuto prima e dopo quel pomeriggio di sole incandescente, eppoi di violento diluvio, quasi a voler purificare i crescenti peccati del Soccer Team. C'era in palio la C1 quella domenica, maledetta domenica, ora si può dire. Ma è necessario fare un passo indietro: 20 aprile, quelli di Glerean hanno appena perso orrendamente in casa col Prato e vengono agganciati al comando dalla Reggiana. Solo un successo a Portogruaro, con i veneziani in clamorosa rimonta, dai bassifondi alla zona playoff, li terrebbe in corsa. Invece segna Cuffa al 56', impatta Cesca all'81' e al 95', sull'ultima azione, dopo che La Canna aveva fallito con una zuccata il raid dell'1-2, in controtempo scappa via velocissimo Ibekwe, il nigeriano è imprendibile per tutti e fulmina Peresson. Vincono loro e Bassano può dire addio alla promozione diretta, anche se lo scempio vero è stato col Prato. Ci si ritrova alla finalissima playoff l'1 giugno, entrambi su di giri: i giallorossi hanno fatto fuori allo spasimo in semifinale il San Marino con quel gol da urlo di Cesca all'ultimo respiro e il Porto rovesciato alla grande il 2-0 di garauno con la Spal. Al Mecchia per il primo round, tanto per cambiare fa un caldo boia, ma Rondon pennella una palombella che spacca e timbra lo 0-1 del delirio. Dura un attimo, Maniero con la complicità di un paio di stinchi azzecca presto l'1-1 del riposo e, nella ripresa, dopo due paratone di Gianbruno su Berrettoni, Peresson va in corto circuito: becca due gol assurdi da Abate e Madaschi, mentre capitan Pavesi si fa cacciare. Tre a uno granata e meno male che Berrettoni insacca il 3-2 della speranza con quasi 700 supporter al seguito e la tribuna occupata. Nella rivincita al velodromo, mancano un mucchio di grossi calibri (Pirri, Mazzoleni, Pavesi e Lorenzini è mezzo rotto), ma il velodromo è stracolmo: 3.500 anime, esaurito da giorni e a centinaia fuori senza biglietto in attesa. Pronti via e Berrettoni viene steso in area. Rigore, si incarica il Berre ma Glerean indica Rondon che se lo fa parare. La gente intuisce il momento e spinge a gran voce la squadra, il Porto per un po' vacilla, ma a un alito dall'intervallo Scapini imbuca Peresson e quando il thienese Cunico, a lungo sogno proibito virtussino pianta dopo un'ora di gioco lo 0-2 in campo aperto, cala la notte sullo stadio. Non vale nemmeno maledire la formula dei playoff e i granata nettamente staccati in regular season. Oggi è cambiato il mondo, di quella formazione c'è solo Andrea Basso, ma non è mutata l'urgenza: vincere anche stavolta per conservare la buccia. Il clima, almeno quello, è ancora da spareggio. © RIPRODUZIONE RISERVATA